L’aria, un bene prezioso e insostituibile

L’aria è l’elemento più prezioso per le funzioni dell’organismo, ciò nonostante l’uomo ha dedicato, fino ad oggi, scarsa attenzione a quello che respira.

Quest’atteggiamento poteva essere giustificato fino a qualche decennio fa, ora, con il progressivo degrado dell’ambiente ed il conseguente peggioramento della qualità dell’aria, siamo costretti, per salvaguardare la nostra salute, ad intervenire con mezzi idonei finalizzati ad un ripristino qualitativo teso al raggiungimento delle caratteristiche ottimali.

Tale risultato si ottiene eliminando gli agenti inquinanti biologici, chimici, fisici, polveri (PM 10) e impurità, si cerca quindi di restituire all’aria quella purezza che anni e anni di scriteriate emissioni le hanno sottratto.

Qualche volta ci rendiamo conto, in particolari situazioni, che respiriamo meglio o peggio. Uscendo dalla città per andare in campagna, al mare o in montagna, avvertiamo arrivati alla meta, la diversa qualità dell’aria. Diversamente da quella di città, appesantita da innumerevoli esalazioni, questa è più gradevole, ricca di profumi naturali, che l’ambiente meno contaminato – prati, boschi e mare – rilascia continuamente in assenza di immissioni che ne comprometterebbero la salubrità.

E’ in queste occasioni che sentiamo più viva la sensazione di rimpianto per un ambiente che l’ottusità umana ha ormai compromesso in modo difficilmente rimediabile. Respirare a pieni polmoni l’aria sana del mare o quella frizzante della montagna è, senza dubbio, ritemprante e gradevole; per contro, l’aria respirata in città diventa veicolo di agenti inquinanti certamente dannosi per il benessere e per la salute.

Specialmente negli ultimi cento anni sono aumentate in modo progressivo le emissioni di ogni genere: gas di scarico, sostanze chimiche, pulviscoli ed altro di cui, probabilmente, si scoprirà la pericolosità in un futuro a venire (per esempio le emissioni delle marmitte catalitiche).

L’INQUINAMENTO ALL’INTERNO DEGLI EDIFICI

Chi ritiene l’interno della propria casa un luogo protetto dove rifugiarsi e allontanarsi dall’inquinamento si prepari ad una delusione: l’aria nella nostra casa è quasi sempre peggiore della peggiore aria esterna. Ciò vale naturalmente anche per chi osserva il traffico dalla finestra del proprio ufficio ritenendo di essere relativamente difeso dalle emissioni inquinanti nell’ambiente.

Sono ormai molti anni che la comunità scientifica internazionale si sta occupando della contaminazione dell’aria negli ambienti chiusi partendo dalla constatazione che l’uomo moderno trascorre la maggior parte del proprio tempo (circa il 90% della sua vita), all’interno di edifici: case d’abitazione, uffici, locali pubblici, centri commerciali, negozi e altro.

E’ accertato che gli ambienti confinati non fermano gli inquinanti provenienti dall’esterno e a questi si vanno a sommare tutti quelli interni prodotti dall’attività dell’uomo, dalla presenza di animali domestici ed emessi da materiali di arredamento ed edili.

In buona sostanza, all’interno degli edifici si possono trovare:
– gli inquinanti provenienti dall’esterno – polveri fini (PM10, PM2,5), smog, spore batteriche, spore fungine, pollini ecc.
– gli inquinanti prodotti all’interno – polveri varie, fumo di sigaretta, esalazioni provenienti da detersivi, insetticidi, smacchiatori, lucidanti e spray in genere, vapori della cottura dei cibi e degli impianti di riscaldamento.
– gli inquinanti organici – acari, muffe, forfore e peli di animali domestici.
– gli inquinanti ambientali – sostanze chimiche, colle, vernici, pitture murali ecc.

Gli effetti nocivi dell’inquinamento sull’organismo umano possono agire sull’apparato respiratorio (asma, bronchiti croniche ecc.), sulla cute e sulle mucose, sul sistema nervoso, sul sistema gastrointestinale, sul sistema riproduttivo e cardiovascolare.

In questo panorama, che riguarda la salute, esistono moltissime persone particolarmente sensibili ad ogni forma di inquinamento, anche a quelle lievi. Gli anziani, per esempio, avendo difese immunitarie ridotte; i neonati e i bambini che, attraversando un periodo particolarmente delicato, subiscono in modo pesante gli attacchi di un ambiente inquinato; le donne in gravidanza e i convalescenti, che per le loro condizioni devono evitare qualsiasi rischio che potrebbe compromettere il loro benessere.

Ognuno dei fattori di contaminazione dell’aria rappresenta un rischio potenziale per la salute: rischio che sarà proporzionato alla concentrazione degli agenti inquinanti presenti nell’aria.

Lo studio degli effetti dell’inquinamento sulla salute umana è piuttosto complesso, gli individui, infatti, possono reagire in modo dissimile alle stesse condizioni e inoltre, quando un disturbo si manifesta, è possibile che ne siano responsabili più inquinanti, sia singolarmente sia in associazione.

Un’altra categoria a rischio che è aumentata in modo allarmante in questi ultimi decenni è costituita dagli allergici, stiamo parlando di tutti coloro, anziani, adulti, giovani e bambini che sono sensibili ad una forma di inquinamento che si manifesta nella popolazione a livello quasi endemico, in particolari situazioni ambientali o in particolari stagioni.

LE ALLERGIE

Le allergie producono quei sintomi così ben conosciuti da milioni di persone e che possono essere così raggruppati:
sintomi respiratori – tosse di origine irritativa, senso di mancanza d’aria, respiro corto ed affannoso.
sintomi cutanei – arrossamenti, prurito, gonfiori, ponfi.
sintomi fisiologici e caratteriali – stanchezza, irritabilità.
sintomi oculari – arrossamento, prurito, lacrimazione, gonfiore, fastidio alla luce.
sintomi nasali – frequenti starnuti, naso chiuso con mucose congestionate, prurito, secrezioni acquose nasali.

Ciascuno di questi sintomi può mostrarsi da solo o associato agli altri. In alcuni casi e particolarmente in quelle persone che presentano da diversi anni allergie, si possono manifestare complicanze asmatiche più o meno gravi.

La materia è estremamente complessa e articolata; molti sono i problemi riguardanti le allergie, la loro sintomatologia, il loro decorso e la loro cura sono attualmente oggetto di studi approfonditi e intense ricerche.

Vale tuttavia la pena di ricordare il meccanismo che induce il 15% delle persone a considerare la presenza degli allergeni come il ritorno puntuale di un problema fastidioso e spesso invadente. Si calcola che solo in Italia ben sette milioni di individui siano colpiti da questo fastidiosissimo disturbo.

Occorre accennare brevemente al sistema immunitario per meglio chiarire le origini delle allergie.

IL SISTEMA IMMUNITARIO

Quando una sostanza estranea di qualsiasi genere entra in contatto con il nostro organismo, il sistema immunitario la confronta con la propria “memoria”.
Se la sostanza è codificata e conosciuta come compatibile, viene accettata. In caso contrario inizia immediatamente una fase di attacco per eliminarla.
Vengono così prodotte delle sostanze proteiche “anticorpi” che catturano le cellule estranee, le inglobano e le distruggono. Il sistema immunitario è inoltre capace di aumentare le nozioni di cui è dotata la sua memoria: l’agente estraneo viene catalogato come “non gradito” e al suo ripresentarsi viene attaccato ancor più rapidamente ed efficacemente. Qualche volta, però, il sistema immunitario va “in tilt” considerando erroneamente nocive sostanze che in realtà non lo sono. Scatta a questo punto una reazione abnorme con la produzione di una quantità di anticorpi decisamente esagerata.
La classica reazione allergica.

Gli allergeni più comuni sono:

I pollini – trattasi di cellule germinali maschili delle piante fanerogame. Hanno l’aspetto di granuli variamente dimensionati e vengono trasportati dal vento. I pollini che inducono con maggior frequenza le allergie sono quelli delle graminacee selvatiche (erba cedolina o coda di topo, loglio, gramigna).
Altri pollini derivano da alberi (faggio, olivo, ontano, betulla, nocciolo, cipresso) e da piante erbacee ( Parietaria, Artemisia ecc.). I pollini sono presenti nell’aria quasi tutto l’anno ma in primavera se ne riscontra la maggior concentrazione e di conseguenza è anche la stagione in cui le allergie da pollinosi giungono al culmine. I pollini sono la causa principale delle riniti allergiche e delle congiuntiviti allergiche stagionali.
Le dimensioni dei granuli di polline che penetrano nelle vie respiratorie possono variare dai 14 ai 60 micron.

Gli acari della polvere – sono parassiti microscopici che vivono su tappeti, divani, moquette ma soprattutto nei letti; è qui, infatti, che si accumulano le cellule morte che, per sfregamento contro le lenzuola, si staccano dalla nostra pelle e costituiscono il loro principale nutrimento. Le particelle allergizzanti sono i loro escrementi che, liberati nell’aria, vengono inalati. Gli acari resistono all’aspirapolvere e sono i maggiori responsabili delle riniti allergiche, costituiscono spesso il fattore scatenante delle asme bronchiali e possono anche provocare allergie a carico della pelle.

Gli animali da compagnia – il fattore allergizzante, contrariamente a quanto si è portati a pensare, non è il pelo degli animali bensì le sostanze delle quali i peli sono impregnati: sudore, saliva, urina, squame di pelle morta, escrementi degli acari. Sono questi allergeni che provocano tutta la gamma delle allergie respiratorie dall’asma alle riniti, dalle dermatiti alle congiuntiviti.

Le muffe – sono funghi che si formano negli ambienti umidi come cantine, cucine, bagni, pareti umide, carte da parati e anche su alimenti non opportunamente conservati. In certi ambienti di lavoro le muffe sono presenti in grandi quantità: cartiere, vivai, serre, caseifici. La fine dell’estate e l’autunno sono le stagioni in cui l’allergia alle muffe si manifesta con maggiore intensità; in questo periodo, infatti, vengono rilasciate spore che, trasportate dal vento, agiscono da fattore scatenante, proprio come i pollini.

STATISTICHE:

Il 20% della popolazione soffre di allergie;
Dal 15 al 30% l’aumento delle allergie negli ultimi anni;
Il 20% dei bambini è allergico;
Il 15% soffre di rinite;
Il 9% soffre di asma;
Il 4% soffre di orticaria;
L’1% soffre di allergie alimentari;
Nel 70-80% dei casi l’asma è di origine allergica;
Il 60% delle malattie allergiche sono riniti o asma.

Pediatri svedesi affermano che i bambini che convivono entro il primo anno di vita con cani o gatti, negli anni successivi risultano meno esposti alle allergie indotte da questi animali.

Quindi sembra proprio che convivere da piccolissimi con animali domestici, non solo possa evitare allergie, ma protegga anche verso altri allergeni, in definitiva una specie di vaccinazione naturale.

UN IMPERATIVO PER IL BENESSERE: PURIFICARE L’ARIA DEGLI AMBIENTI CHIUSI

Una volta preso atto che la qualità dell’aria interna è spesso peggiore di quella che respiriamo all’esterno (polveri fini, smog, residui di pneumatici e asfalto, questi e altri numerosi inquinanti esterni penetrano negli ambienti chiusi dove, erroneamente, si pensa di essere protetti), o ci si rassegna ignorando il problema e subendone le conseguenze (quali ad esempio, difficoltà di respirazione, emicranie, alterazione della salivazione, della sudorazione, facilità nel commettere errori, disturbi ginecologici nelle donne), oppure ci si affida alle nuove tecnologie oggi disponibili.

La seconda alternativa è l’unica che propone una soluzione concreta per risolvere in buona parte l’inquinamento interno. Si tratta di una vera e propria operazione di pulizia realizzata da filtri in grado di depurare l’aria in casa, negli uffici e in tutti gli ambienti chiusi. Sono il ritrovato più recente ed efficace per rinnovare in modo significativo l’aria, liberandola dalla quasi totalità di polveri e sostanze contaminanti, e restituendo quelle caratteristiche di purezza tanto preziosa per la salute e per il benessere.

Fra gli inquinanti “indoor” il fumo di sigaretta dà un contributo di grande impatto. In special modo, alla presenza di numerosi fumatori il livello del fumo può raggiungere valori elevati e rappresentare un concreto rischio, non solo per chi fuma, ma per tutti coloro che hanno l’avventura di respirarlo (fumo passivo).

Depurare significa togliere le sostanze inquinanti dall’aria, di varia specie e natura, e farle depositare su appositi supporti (filtri). Depurare l’aria non è facile, in commercio ci sono molti prodotti che dicono di essere in grado di offrire aria più pulita con affermazioni e slogan pubblicitari; molto spesso, però, questi sono ben lontani dal risolvere i problemi di disinquinamento. Si rende necessario quindi fare chiarezza e porre molta attenzione a quanto offre il mercato in questo settore.

I filtri ad alta efficienza offerti dalla Bestair possono essere considerati all’avanguardia, essi sono strutturati in modo da costituire una vera e propria barriera per contrastare l’inquinamento.

Già da diversi anni le principali industrie produttrici di condizionatori hanno previsto l’utilizzo, all’interno degli stessi, di speciali elementi filtranti in grado di svolgere quelle funzioni che i normali filtri a rete, per la loro stessa struttura, non possono garantire.
La tecnologia attualmente disponibile permette di sfruttare l’azione svolta dagli apparati di condizionamento ottenendo un ulteriore vantaggio: la depurazione dell’aria.

Respirare aria sana è desiderio di tutti ma non è facile; all’interno delle abitazioni sono presenti, infatti, come abbiamo detto, numerosi agenti inquinanti oltre ad allergeni di varia natura ed in quantità diverse.

L’inquinamento esterno nelle città è sorvegliato attentamente ma noi che passiamo sempre più tempo in ambienti chiusi che cosa respiriamo? L’aria è più sana che fuori, come si tende a pensare? No, avvertono gli scienziati. Oggi le denunce per difficoltà respiratorie, senso d’affaticamento e altri disturbi raccolti sotto il nome di “sick building sindrome“ (Sbs, sindrome degli edifici malsani), si moltiplicano e cominciano ad essere prese in considerazione.

Queste denunce hanno portato ad alcune indagini sulla qualità dell’aria domestica. I risultati sono per niente rassicuranti: climatizzazione carente, muffe, emissioni chimiche e altro ancora. Ci sono più sostanze inquinanti all’interno che all’esterno delle abitazioni. La qualità dell’aria negli edifici si è notevolmente degradata dalla crisi petrolifera del 1973. La politica di risparmio energetico e d’isolamento termico degli edifici adottata ha dimezzato, in venti anni, il tasso di ventilazione degli ambienti. L’abitudine di aerare le stanze si perde e la manutenzione dei sistemi d’aria condizionata è spesso carente; come si può immaginare, questo ristagno dell’aria giova alle 250 specie di muffe (aspergillo, cladosporium) ai microbi e agli attinomiceti (batteri somiglianti a dei funghi microscopici) che invadono le zone umide.

Molti studi pubblicati su quest’argomento delle sindromi degli edifici malsani li suddividono in due grosse categorie: costruzioni sane o malate.

I principali sintomi correlati alla Sbs sono irritazioni degli occhi, naso e gola, secchezza delle mucose e della pelle, abbassamento della voce, fatica mentale, mal di testa, tosse.
Uno dei più gravi effetti sulla salute associati alle sindromi degli edifici malsani è la legionellosi, collegata ad una contaminazione microbica nei sistemi di raffreddamento e riscaldamento degli edifici in assenza di un’adeguata manutenzione degli impianti o cambio delle strategie di controllo (ad esempio per risparmiare).

Nel 1976, in seguito a numerosi casi mortali di polmonite tra i delegati dell’American Legion convenuti a Filadelfia, fu identificato un “nuovo” microbo patogeno per l’uomo, denominato Legionella Pneumophila. Gli studi successivi dimostrarono che tale agente patogeno era già stato causa in passato di circoscritte epidemie: infatti, la presenza di elevati titoli anticorpali specifici in sieri congelati, permise di attribuire alla Legionella la responsabilità di un’epidemia di polmoniti tra i ricoverati in un ospedale di Washington nel 1965, mentre nell’ospedale di Nottingham, in Inghilterra, furono individuati numerosi casi fin dal 1972.

Questo piccolo bacillo flagellato Gram-negativo, non si sviluppa nei terreni di coltura ordinari, ma cresce bene all’interno delle cellule mononucleate nell’organismo umano; ciò spiega in parte la difficoltà di isolarlo dai comuni materiali biologici, e l’iniziale valutazione di “malattia rara”. Fino ad oggi sono stati individuati dieci sierogruppi di Legionella Pneumophila ed altre ventidue specie di Legionella, ma poche sembrano essere effettivamente patogene per l’uomo.
La più comune di queste è la Legionella Micdadei (chiamata anche agente della “Febbre di Pittsburgh”, o PPA o TATLOCK), identificata in pazienti con polmonite epidemica acquisita in comunità fin dal 1943 ed inizialmente ritenuta una Rickettsiacea, solo di recente è stata riconosciuta come appartenente alla famiglia delle Legionelle.
Le infezioni da Legionelle sono acquisite da sorgenti ambientali; infatti, non è mai stato dimostrato con certezza il contagio interumano. Fonte principale di contagio sono le acque dolci stagnanti, sia in raccolte naturali (stagni, canali) che artificiali (serbatoi, impianti idrici, scaldabagni); in misura molto minore anche nelle acque marine sono state rinvenute delle
Legionelle, associate ad alghe od amebe. Tali batteri sono praticamente ubiquitari, sia nelle regioni fredde sia in quelle a clima torrido; persistono molto a lungo nell’ambiente in presenza di minime quantità d’acqua, ma non resistono all’essiccamento.
La penetrazione nell’organismo avviene solitamente per via aerea, con goccioline d’acqua contaminata che realizzano un vero e proprio “aerosol microbico”.

Rubinetti e docce dopo periodi anche brevi d’inutilizzazione possono lasciare fuoriuscire elevate concentrazioni di batteri; particolare importanza hanno assunto negli ultimi anni gli impianti di condizionamento dell’aria, soprattutto se con scarsa manutenzione, quali “veicoli” di questo batterio.
Il modo più efficace, per migliorare la qualità dell’aria all’interno degli edifici, consiste solitamente nell’eliminare le singole fonti interne d’inquinamento e nel ridurre le emissioni. Si può poi aumentare la frequenza dei ricambi d’aria. Il mezzo di prevenzione più sicuro è comunque il mantenimento dei locali in buono stato igienico. Inoltre, è necessario provvedere ad una corretta manutenzione dei sistemi di condizionamento, in cui i filtri potrebbero trasformarsi in terreni di coltura di microbi patogeni.

GLOSSARIO

ACARO- Ordine della classe degli aracnidi (ragni). Colonizzano: materassi, cuscini, divani, tappeti, moquette e polveri domestiche. Dermatophagoides e farinae sono i più allergizzanti.
ALLERGENI- Sostanze in grado di provocare allergie in soggetti sensibili.
ALLERGIA- Reazione del sistema immunitario sproporzionata e sfavorevole verso gli agenti ambientali esterni all’organismo.
ALLERGOLOGO- Medico specialista che studia le allergie e cura le persone allergiche.
ALVEOLI POLMONARI- Cavità a fondo cieco che concludono le ultime ramificazioni dei bronchi.
ANTIGENE- Sostanza capace di suscitare risposte immunologiche reagendo in modo specifico con gli anticorpi.
ASMA BRONCHIALE- Difficoltà respiratoria improvvisa, costrizione dei bronchi con intrappolamento dell’aria nei polmoni. E’ innescata dagli allergeni respirati (pollini, acari, polveri, muffe, residui animali e altro).
BATTERI- Organismi vegetali (Schizomiceti) in cui la riproduzione avviene per scissione.
CALENDARIO POLLINICO- Illustra l’andamento della concentrazione pollinica di rilevanza allergologica nell’atmosfera.
CARBONI ATTIVI- Membrana di poliammide a cellule aperte, impregnata di carboni attivi trattati, capaci di assorbire gli odori e trattenere la polvere. Questi carboni, una volta esaurita la loro efficienza, vanno normalmente smaltiti.
CARBONI ATTIVATI- Carbone trattato in grado di assorbire gli odori, con alta efficienza. Questi carboni, una volta esaurita la loro efficienza, possono essere rigenerati, mediante particolari tecniche di lavaggio.
CONGIUNTIVITI ALLERGICHE- Infiammazione acuta che provoca lacrimazione dagli occhi e gocciolamento dal naso.
Db(A)- Sigla di DECIBEL = unità di misura logaritmica, 1/10 del BEL – misura la rumorosità in scala(A).
DEODORANTI- Prodotto che copre o si lega agli odori attenuandone la percezione.
DEODORIZZANTI- Dispositivi normalmente contenenti carboni attivi capaci di assorbire gli odori prodotti da varie sostanze. I carboni attivati possono essere trattati specificamente per assorbire particolari sostanze odorose.
DEPURARE- Liberare da impurità che alterano la purezza, con mezzi fisici e/o chimici.
DERMATITI- Stati infiammatori della pelle.
ERBACEE- Piante con consistenza non legnosa.
FATTORE SCATENANTE/RISCHIO- Elementi / Allergeni che determinano il malessere.
FEBBRE DA FIENO- Rinite stagionale conseguente ad esposizione a allergeni; caratterizzata da congiuntivite, lacrimazione, prurito o bruciore agli occhi, starnuti, sensazione di naso chiuso. Può essere accompagnata da asma.
FUMO DI TABACCO- Prodotto gassoso generato dalla combustione del tabacco.
GAS- Sostanze che si trovano nello stato di aggregazione gassosa o aeriforme. Tendono ad espandersi occupando tutto lo spazio disponibile.
GRAMINACEE- Famiglia di piante monocotiledoni distinte in 500 c.a. generi; per lo più erbacee.
IMMUNITA’- Alta resistenza naturale o acquisita a una malattia.
INTOLLERANZA- Predisposizione ad una reazione patologica a farmaci, alimenti o sostanze in genere.
INFEZIONI- Stato patologico dell’organismo provocato dalla penetrazione nello stesso di agenti quali: batteri, spore, germi e virus.
INQUINAMENTO INDOOR- Inquinamento nell’ambiente confinato (chiuso).
MUFFE- Funghi saprofiti o parassiti di animali e vegetali. Colonizzano tutti gli ambienti; il micelio e le spore sono gli agenti allergizzanti.
ODORI- Dati dal rilascio / esalazione di solidi, liquidi, gas sottoforma di polveri, gas.
ORTICARIA- Reazione cutanea caratterizzata da eruzioni e placche.
PARTICOLATO FINE- Miscellanea di particelle piccolissime in sospensione nell’aria.
PM 10- Polveri fini sospese in aria, sono una frazione delle polveri totali ed hanno una dimensione di 10 micron.
PM 2,5- Polveri fini sospese in aria, sono una frazione delle polveri totali ed hanno una dimensione di 2,5 micron.
PNEUMOLOGO- Medico specialista nella cura e prevenzione delle patologie concernenti la fisiologia e patologia polmonare.
POLLINI- Complesso di granuli / microspore con funzione riproduttiva delle piante Fanerogame.
PONFO- Lesione del derma caratterizzata dal sollevamento rotondeggiante della cute.
RINITI ALLERGICHE- Infiammazione della mucosa nasale con ostruzione della cavità, frequenti starnuti e rinorrea.
SHOCK ANAFILATTICO- Grave forma dovuta agli effetti sistemici dell’istamina e altre sostanze vasoattive. Si manifesta con insufficienza circolatoria periferica, ipotensione, broncocostrizione ed orticaria. I casi più acuti possono portare alla morte.
SISTEMA IMMUNITARIO- Organi e tessuti aventi il comune compito di difesa dell’organismo.
SISTEMA NERVOSO- Organi e tessuti aventi il comune compito di sensibilità e ricezione agli stimoli esterni ed interni.
SMOG- Gas impregnato di residui di combustioni, pulviscoli e molecole chimiche aggregate.
SPORE- In botanica è una cellula riproduttiva che agamicamente dà origine a un nuovo individuo.
SPORE BATTERICHE- Cellula riproduttiva dei batteri.
SPORE FUNGINE- Cellula riproduttiva dei funghi.