Comfort superiore con riduzione dei consumi – Risparmio energetico

Due concetti da sempre antitetici, soprattutto nel settore della climatizzazione,massimo
confort con minimi consumi, sono oggi resi compatibili ed armonizzabili grazie alla
zonificazione.

Lo stato dell’arte per gli impianti di climatizzazione canalizzati oggi in Italia è fermo agli
stessi concetti in uso da oltre 40 anni, quando il costo del petrolio era fermo ai 3 $ al
barile.

Questo nonostante in tutti gli altri Stati della Comunità Europea siano stati recepiti criteri
del tutto innovativi che permettono di coniugare armonicamente i due concetti sopra
esposti.

Per comprendere quanto precede analizziamo la metodologia oggi in uso nel nostro
Paese per la realizzazione di un impianto di climatizzazione in un appartamento di
categoria medio-alta (circa 130 mq).

La climatizzazione di un appartamento di questo tipo richiede una potenza termica di circa
10 Kw, che viene fornita dalle macchine più moderne disponibili sul mercato (Inverter) con
il consumo di una potenza elettrica di circa 3 Kw.

Gli impianti in grado di offrire questo servizio possono essere di due tipi: o Multisplit o
Canalizzato.

Il primo ha il vantaggio di permettere la regolazione della temperatura in modo
indipendente in ciascun ambiente e, a seconda delle necessità, addirittura di fermare il
funzionamento là dove non richiesto, con il risultato di un maggior confort e di
un’ottimizzazione dei consumi.

Di contro, un impianto di questo tipo è visivamente molto invasivo, in quanto occupa
spazi destinabili ad altro, disturbando spesso motivi di arredo e decorativi, per cui è molto
inviso ad architetti e designer.

Il secondo invece, risulta molto gradevole esteticamente, per niente invasivo dal momento
che nessun corpo estraneo sporge sulle pareti e che semplici aperture, molto spesso vere
e proprie lame, permettono di ottenere i risultati richiesti.

Tuttavia, almeno allo stato dell’arte, un tale impianto non riesce a fornire un adeguato
comfort se non nell’unico ambiente in cui è collocato l’organo di controllo dell’unica
macchina installata (pannello comandi) ed inoltre deve comunque trattare tutti gli ambienti
senza tener conto del loro carico termico (numero di persone, presenza di fonti di calore
eccetera), della loro esposizione (est o nord eccetera) e della loro destinazione d’uso
(zona notte o zona giorno).

Sulla scorta di queste considerazioni si può dedurre che per un appartamento di questo
tipo si ha una dissipazione di oltre il 30% della potenza adoperata, cioè di circa 1 Kw per
ogni ora di funzionamento.

Ipotizzando un impiego medio giornaliero di 6 ore, si ha uno spreco di 6 Kwh/dì che, per
un uso annuale (nell’ipotesi di una macchina a pompa di calore) di 100 giorni significa uno
spreco di 600 Kwh/anno. Al costo attuale di € 0,17/Kwh significa uno spreco di € 102
all’anno. Gli impianti di questo tipo funzionanti in Italia sono stimabili in circa un milione,
per cui si stanno sprecando circa € 102.000.000.

Le stesse considerazioni fatte per lo spreco in litri di petrolio portano a conclusioni
altrettanto sorprendenti. Infatti, nelle centrali termoelettriche funzionanti oggi in Italia
occorre 1 litro di olio combustibile per produrre 5 Kw, ossia 0,20 litri di olio combustibile
per produrre 1 Kw. Essendo 600 i Kwh/anno sprecati per ogni impianto, si evince che ogni
anno nel nostro Paese vengono bruciati senza alcuna utilità 120 litri (600×0,20) di olio
combustibile. Per il milione circa d’impianti di questo tipo vengono quindi dissipati
120.000.000 litri di olio combustibile.

Un barile di olio combustibile equivale a circa 400 litri, per cui in Italia ancora oggi viene
permesso uno spreco di 300.000 barili di petrolio, con un grave danno non tanto per il
singolo utente, che non lo avverte vista la sua posizione sociale, quanto per la collettività,
dal momento che il debito energetico incide notevolmente sui bilanci quotidiani.

Tale situazione determina inoltre un pesantissimo inquinamento, il cui effetto finale viene
amplificato per un naturale ridondarsi ( vedasi ciclo ), impedendo così di allinearsi con i
dettami del protocollo di Kjoto di cui l’Italia, oltre che aderirvi, è stata anche una delle
principali artefici.

Come porvi rimedio? Come coniugare armonicamente comfort e risparmio energetico? La
soluzione esiste ed è una sola: la zonificazione!

Solo con questa tecnica progettuale, invisa solo per pigrizia ai principali e più importanti
progettisti, si può interrompere il circolo vizioso sopra rappresentato!

Progettando i nuovi impianti canalizzati, qualunque sia la loro potenza e la loro
destinazione, e intervenendo sugli impianti già esistenti con l’applicazione di questa
tecnica, in tal modo allineandosi anche con una specifica raccomandazione della
Comunità Europea, sarà possibile realizzare i risparmi a cui si è fatto riferimento prima,
offrendo all’utente il miglior confort possibile e alla collettività i vantaggi di un risparmio
commisurato, oltre che al fattore economico, anch’esso comunque importante, soprattutto
al fattore ecologico, a salvaguardia del bene comune rappresentato dalla salute di tutta
l’umanita.

La Fig. 2 mostra come in un impianto canalizzato tradizionale è possibile raggiungere
il confort soltanto nell’ambiente dove è stato posizionato il termostato della
macchina.

La Fig. 1 invece mostra come lo stesso impianto, realizzato usando il sistema Airzone,
permette di ottenere il confort desiderato in ciascun ambiente, realizzando tra l’altro
un notevole risparmio energetico in quanto la climatizzazione è attivata
esclusivamente negli ambienti dove richiesta.

La stessa Fig. 1 mostra altresì che la potenza installata tiene conto della esposizione
dei locali e del loro utilizzo nel tempo permettendo così, anche in fase di scelta della
potenza da installare, la giusta calibrazione del suo valore.